Parco dell’Akagera, dietro le quinte
Negli anni Novanta l’Akagera rischiava di sparire. Oggi è un parco che si mantiene quasi da solo e restituisce valore alle comunità. La gestione del Parco dell’Akagera è una delle storie di conservazione più interessanti dell’Africa.
Da sapere
Il Parco Nazionale dell’Akagera nasce nel 1934. Dopo il genocidio del 1994 gran parte del suo territorio fu assegnata come terra agricola ai rifugiati che rientravano, riducendo la superficie di oltre la metà. Il bestiame occupò i pascoli e molti grandi animali scomparvero.
Nel 2010 African Parks è stata invitata a gestire il parco insieme al Rwanda Development Board. Da allora, secondo il sito ufficiale, la fauna è più che raddoppiata, passando da meno di 5.000 animali a quasi 12.000.

Testi a cura di Walter Rubeo, Direttore Tecnico di ChiAma Viaggiare, in Africa dal 1993 e autorizzato dal Ministero del Turismo come esperto del Ruanda, dove lavoriamo con una nostra società.
I risultati
Il bracconaggio è sceso a livelli vicini allo zero, e secondo African Parks dal 2010 nessuna specie di grande valore è stata persa. Sono tornati i leoni nel 2015 e i rinoceronti dal 2017.
Il turismo è diventato il motore del parco. Nel 2025, secondo il sito ufficiale, l’Akagera ha superato il 90 per cento di autofinanziamento, e oltre metà dei visitatori sono ruandesi.
Il 10 per cento degli introiti va al programma nazionale di condivisione dei ricavi. Intorno al parco sono nati progetti di pesca, apicoltura, allevamento e cooperative, oltre a scuole e presidi sanitari, e una cooperativa di guide comunitarie.

Dietro le quinte
Il parco propone una visita dietro le quinte del quartier generale, di circa un’ora e mezza, a 25 dollari per gli adulti e 15 per i bambini, con un minimo di quattro persone. È il modo migliore per capire come si lavora ogni giorno.
Accanto a questa c’è Walk the Line, la camminata lungo la recinzione con un addetto, e le esperienze con le comunità, che restituiscono parte dei ricavi ai villaggi.
Ogni safari nell’Akagera contribuisce a questo modello. Scegliere di dormire nel parco e partecipare alle sue attività significa sostenere direttamente la conservazione.
Possiamo inserire tutto questo nel tuo viaggio, con guide, permessi, hotel e trasferimenti → chiedici informazioni.
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I tour in Ruanda →Domande frequenti
African Parks, dal 2010, insieme al Rwanda Development Board.
Quasi 12.000, rispetto a meno di 5.000 nel 2010, secondo il sito del parco.
Nel 2025 ha superato il 90 per cento di autofinanziamento, secondo il sito ufficiale.
Sì, con la visita dietro le quinte di circa un’ora e mezza.
Con il 10 per cento degli introiti, cooperative, progetti agricoli, scuole e presidi sanitari.
Fonti ufficiali
Prezzi, regole e avvisi vengono da questi siti istituzionali, consultati il 23 ottobre 2026. Il racconto dei luoghi nasce invece dall’esperienza diretta di Walter Rubeo e del nostro staff in Ruanda. Le regole possono cambiare, prima di partire fa fede sempre la fonte ufficiale.
Dalla lettura al viaggio
I tour che organizziamo in Ruanda sono raccolti in una pagina che aggiorniamo man mano. Se preferisci un viaggio costruito su di te, scrivici e ne parliamo con Walter.
Continua il viaggio
L’Akagera è il safari del Ruanda, savana, laghi e grandi animali a due ore da Kigali. Queste pagine aiutano a organizzarlo bene.
Il quadro generale è raccolto in Il Parco Nazionale dell’Akagera →, il punto da cui partire per collegare questa pagina al resto del viaggio.
Gli animali
Raccontaci le date, quante persone siete e cosa vi interessa di più. Pensiamo noi a permessi, trasferimenti e strutture, con il vantaggio di essere presenti nel paese.
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