Marrakech, la città nuova
Un giardino botanico nato dalla passione di un pittore, con cactus da tutto il mondo, vasche di ninfee e un edificio di un blu così intenso da aver preso il suo nome. Dopo la confusione della medina, è il posto dove Marrakech rallenta.
Da sapere
Il pittore francese Jacques Majorelle si stabilì a Marrakech negli anni Venti e nel 1923 iniziò a costruire il suo giardino, raccogliendo piante dai cinque continenti. L’atelier fu dipinto con quel blu cobalto intenso che oggi tutti chiamano blu Majorelle.
Il giardino aprì al pubblico nel 1947. Dopo anni di abbandono fu salvato nel 1980 da un celebre stilista francese e dal suo compagno, che lo restaurarono e lo resero quello che si visita oggi.

Testi a cura di Walter Rubeo, Direttore Tecnico di ChiAma Viaggiare, in Africa dal 1993, con Jhasmine V. per le aree berbere e le culture nordafricane. Mediaset ci ha scelti per raccontare il Marocco in un documentario.
Cosa vedere
Il percorso è breve ma ricco, con cactus giganti, palme, bambù e bouganville, vasche d’acqua e vialetti in ombra. Le ceramiche gialle e i vasi colorati risaltano contro il blu dell’edificio principale.
All’interno dell’antico atelier si trova un piccolo museo dedicato alle arti berbere, con gioielli, tessuti, armi e oggetti di uso quotidiano provenienti da tutto il paese. È un ottimo modo per capire la cultura amazigh prima di partire verso l’Atlante o il deserto.
Il nostro consiglio
I giardini sono tra i luoghi più visitati di Marrakech e nelle ore centrali la coda all’ingresso può essere lunga. L’apertura del mattino è il momento migliore per le foto e per godere del silenzio.
La visita dura circa un’ora. Si trova nel quartiere di Gueliz, la città nuova, a una ventina di minuti a piedi dalle mura della medina oppure pochi minuti in auto.
Con noi
Nei nostri programmi i giardini si abbinano spesso al mattino della seconda giornata, prima di tornare nella medina per i souq e la sera in piazza Jemaa el Fna. Prenotiamo noi gli ingressi, così non si perde tempo in coda.
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I tour in Marocco →Domande frequenti
Circa un’ora per il giardino, mezz’ora in più se si visita anche il museo berbero.
Nei periodi di alta stagione è consigliato acquistare l’ingresso in anticipo. Nei nostri itinerari ce ne occupiamo noi.
Nel quartiere di Gueliz, appena fuori dalla medina, raggiungibili a piedi in una ventina di minuti.
L’apertura del mattino, con luce morbida e meno visitatori.
Dalla lettura al viaggio
I tour che organizziamo in Marocco sono raccolti in una pagina che aggiorniamo man mano. Se preferisci un viaggio costruito su di te, scrivici e ne parliamo con Walter.
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Il quadro generale è raccolto in la guida al viaggio in Marocco →, il punto da cui partire per collegare questa pagina al resto del viaggio.
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