Parco nazionale del Tarangire, gli uccelli
Il Tarangire è noto per gli elefanti e per i baobab, ma per chi ama gli uccelli è uno dei parchi più ricchi della Tanzania. Le specie registrate superano le 550, in un mosaico di savana, boschi, fiume e paludi.
Gli ambienti
Il parco attraversa ambienti molto diversi in poco spazio. Il fiume Tarangire scorre tutto l’anno e attira la fauna nella stagione secca. A sud si estendono le paludi di Silale e di Gursi, che con le piogge diventano grandi zone umide. Tra le due ci sono savane alberate, boschi di acacie e i grandi baobab che danno al parco il suo aspetto.
Ogni ambiente ha le sue specie. Gli uccelli della savana si osservano nelle radure, quelli acquatici nelle paludi e lungo il fiume, i rapaci sui rami più alti. In una giornata si possono annotare molte decine di specie diverse.
Testi a cura di Walter Rubeo, Direttore Tecnico di ChiAma Viaggiare, in Africa dal 1993 e in Tanzania dal 1996.
Le specie
Il Tarangire è uno dei luoghi più adatti per vedere tre uccelli endemici della Tanzania. L’inseparabile dal collare giallo vive in piccoli stormi rumorosi tra i baobab. Lo storno cenerino ha un piumaggio grigio e frequenta le zone alberate. Il tessitore codarossiccia costruisce nidi voluminosi sulle acacie.
Nelle radure si incontrano lo struzzo, l’otarda kori, che è tra gli uccelli volatori più pesanti, il serpentario, che caccia serpenti camminando nell’erba, e il bucorvo, un grande uccello nero che si muove a terra in piccoli gruppi.
La ghiandaia marina pettolilla, con le sue tinte azzurre e lilla, è tra gli uccelli più fotografati. Tra i rapaci ci sono l’aquila marziale, l’aquila pescatrice africana lungo il fiume e diverse specie di avvoltoi.
Le stagioni
Gli uccelli sono presenti tutto l’anno, ma il periodo più ricco va da novembre ad aprile. In questi mesi arrivano i migratori dall’Europa e dall’Asia, molte specie locali indossano il piumaggio nuziale e le paludi si riempiono d’acqua. È la stagione verde, con acquazzoni che di solito non impediscono le uscite.
Tra giugno e ottobre gli uccelli si concentrano lungo il fiume e vicino alle pozze, e il parco offre le grandi mandrie di elefanti della stagione secca. Chi ama sia gli uccelli sia i mammiferi può scegliere i mesi di passaggio, come novembre o giugno.
In pratica
Per il birdwatching conviene una guida con esperienza ornitologica e un veicolo che permetta di fermarsi a lungo. Servono un binocolo per ogni partecipante, una guida da campo degli uccelli dell’Africa orientale e, per la fotografia, un teleobiettivo. Le prime ore del mattino sono le più attive.
Il Tarangire si combina con il lago Manyara, ricco di uccelli acquatici, e con il lago Natron, dove nidificano i fenicotteri minori. Insieme formano un itinerario molto completo per chi viaggia con il binocolo.
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I tour in Tanzania →Domande frequenti
Ne sono state registrate oltre 550, tra specie residenti e migratrici.
L’inseparabile dal collare giallo, lo storno cenerino e il tessitore codarossiccia, tre specie che vivono solo in Tanzania.
Da novembre ad aprile, quando arrivano i migratori e molte specie hanno il piumaggio nuziale.
È molto utile. Una guida con esperienza ornitologica riconosce le specie dal canto e sa dove cercarle.
Dalla lettura al viaggio
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Continua il viaggio
Dal Tarangire ai laghi Manyara e Natron, gli ambienti umidi del nord ospitano una grande varietà di uccelli.
Il quadro generale è raccolto in Safari in Tanzania →, il punto da cui partire per collegare questa pagina al resto del viaggio.
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