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Parco Nazionale, Tanzania del Nord
Un parco compatto che sorprende, leoni che riposano sui rami degli alberi, fenicotteri sulle acque del lago soda, una foresta riparia che nasconde ippopotami e bufali. Piccolo per estensione, il Manyara è tecnicamente tra i parchi più densi di specie dell’intera Africa orientale.
Il Territorio
Il Lago Manyara si trova a 960 metri d’altitudine nella depressione del Rift Valley, stretto tra la parete della scarpata, che si alza di altri 600 metri, e il lago alcalino che occupa quasi due terzi del territorio protetto. La stretta striscia di terra percorribile in veicolo comprende foresta di acacia, foresta riparia, prateria allagata e zona arbustiva. In meno di un’ora di guida si attraversano cinque ecosistemi diversi.
L’alcalinità dell’acqua del lago Manyara deriva dalle ceneri vulcaniche accumulate per milioni di anni. Questo rende l’acqua inadatta per molte specie ma ideale per la crescita delle alghe blu verdi da cui dipende l’alimentazione dei fenicotteri. Il numero di fenicotteri varia enormemente, nelle stagioni migliori le rive del lago si tingono di rosa per centinaia di migliaia di esemplari; in altri periodi il lago è quasi deserto. Non è un’esperienza prevedibile.
Il comportamento dei leoni del Lago Manyara, che riposano abitudinariamente sui rami dei grandi Ficus e delle acace, è documentato e osservato da decenni, ma la sua causa non è ancora del tutto chiarita. Le ipotesi più accreditate riguardano la termoregolazione (sugli alberi circola più aria), il evitamento degli insetti al suolo, e il vantaggio visivo. Non tutti i leoni del Manyara salgono sugli alberi, e il comportamento è più frequente nei mesi caldi e umidi. Trovare un leone su un ramo è uno degli avvistamenti più fotografati dell’Africa orientale.
Birdwatching
Con oltre 400 specie censite in un’area relativamente ridotta, il Parco Nazionale del Lago Manyara è uno dei siti di birdwatching più compatti e ricchi della Tanzania. La varietà di habitat, foresta, zone umide, riva alcalina, prateria, attrae specie molto diverse tra loro.
“Il Manyara non è una tappa obbligatoria nel senso del Serengeti o del Ngorongoro. È una tappa intelligente, per chi vuole aggiungere una dimensione diversa al safari. Mezzo giorno basta per percorrere tutta la striscia di terra percorribile, foresta, lago, prateria. Se la giornata è quella giusta, i fenicotteri colorano l’acqua di rosa e trovi un leone su un ramo a tre metri da te. Se la giornata è meno generosa, hai comunque visto cinque habitat in tre ore.”
Attività
La varietà di habitat permette di osservare in una sola uscita specie di foresta, specie acquatiche, rapaci e gregari da soda lake. Un birdwatcher con sei ore nel parco può registrare da 80 a 100 specie senza difficoltà.
Le guide locali conoscono gli alberi preferiti dai branchi del parco. Non è garantito trovarli in posizione, ma le probabilità sono buone nelle ore più calde della mattina. Tenere la macchina fotografica pronta dal momento dell’ingresso.
La foresta lungo i corsi d’acqua nel parco ospita ippopotami (visibili in acqua nelle ore centrali), bufali, cercopitechi e babbuini. Un ambiente completamente diverso dalla savana aperta del Serengeti.
Nelle zone di buffer intorno al parco alcune agenzie locali organizzano escursioni in mountain bike attraverso i villaggi Maasai ai piedi della scarpata. Un’esperienza fuori dall’ordinario che combina paesaggio e incontro umano.
La parete del Rift Valley che sovrasta il parco si raggiunge dal versante sopra Mto wa Mbu. La vista dall’alto sulla striscia del parco, il lago e la pianura del Masai oltre il confine vale la deviazione.
Il villaggio all’ingresso del parco ha un mercato frequentato da oltre 120 etnie diverse, il risultato delle migrazioni interne tanzaniane. Banane rosse, fagioli, spezie, artigianato locale, un’ora che arricchisce qualsiasi itinerario.
Approfondisci
Il Lago Manyara si inserisce naturalmente tra il Tarangire (a est) e il Ngorongoro (a ovest) in qualsiasi itinerario Tanzania del Nord. La sua posizione geografica lo rende una tappa di transizione ideale, non richiede un giorno pieno, non richiede lodge dedicato, ma aggiunge una dimensione che manca ai safari che lo saltano.
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Domande frequenti
No. Il comportamento è documentato e stabile nel parco, ma i leoni non sono sempre sugli alberi. Le probabilità aumentano nelle ore calde (dalle 9 alle 14) e durante la stagione delle piogge quando le zanzare al suolo sono più numerose. Le guide locali conoscono gli alberi preferiti dai branchi residenti. Un avvistamento non è mai garantito.
Dipende dalla durata complessiva del viaggio. Il parco si percorre in mezza giornata, e molti itinerari da 7 a 10 giorni lo inseriscono come tappa pomeridiana o mattutina in transizione tra Tarangire e Ngorongoro. Per chi fa birdwatching serio, una notte sul posto permette di entrare al parco all’alba e uscire a metà mattina, le ore migliori per gli uccelli acquatici al lago.
Il numero varia enormemente in base ai livelli d’acqua e alla disponibilità di alghe. Nei periodi favorevoli si stimano centinaia di migliaia di esemplari, principalmente fenicotteri minori. Il livello del lago Manyara è diminuito significativamente negli ultimi decenni a causa dei prelievi agricoli nelle aree a monte, una tendenza che ha ridotto la capacità portante del sito rispetto agli anni ’80 e ’90.
Il Lago Manyara è uno dei parchi più accessibili della Tanzania per le famiglie con bambini, le distanze sono brevi, i ritmi meno intensi rispetto al Serengeti, e gli avvistamenti spesso ravvicinati (babbuini, cercopitechi, ippopotami) sono di grande impatto visivo anche per i più piccoli. Il mercato di Mto wa Mbu è un’esperienza aggiuntiva facilmente fruibile.
Una polizza di viaggio con copertura medica e rimpatrio è parte integrante di ogni itinerario in Africa orientale.
Dal campo
Foto delle uscite di Walter Rubeo e dei collaboratori di ChiAma Viaggiare al Parco Nazionale del Lago Manyara.
Dalla lettura al viaggio
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