Zanzibar, davanti a Stone Town
A una ventina di minuti di barca da Stone Town c’è un’isola piccola e verde, con una storia curiosa e alcuni abitanti molto antichi. Prison Island, il cui nome locale è Changuu, ospita una colonia di tartarughe giganti.
Da sapere
Alla fine dell’Ottocento l’isola fu scelta dalle autorità britanniche per costruire un carcere, che però non venne mai usato come tale. Diventò invece una stazione di quarantena per chi arrivava a Zanzibar con malattie contagiose, ed è ancora possibile vedere gli edifici di quell’epoca.
Le tartarughe giganti arrivarono come dono dalle Seychelles all’inizio del Novecento. Oggi l’isola ospita un recinto protetto dove vivono esemplari molto anziani, alcuni con più di cento anni, che si possono avvicinare e osservare da vicino.
Testi a cura di Walter Rubeo, Direttore Tecnico di ChiAma Viaggiare, in Africa dal 1993 e in Tanzania dal 1996.
Da vicino
L’escursione parte dalla spiaggia di Stone Town, vicino ai giardini di Forodhani. Dopo la visita al recinto delle tartarughe si può fare il bagno o lo snorkeling sulla piccola barriera vicino all’isola, e tornare in città nel primo pomeriggio.
È un’escursione semplice, adatta anche alle famiglie con bambini, e si combina bene con una giornata a Stone Town o con un pomeriggio di relax prima di spostarsi sulle spiagge del nord o della costa est.
In pratica
L’ingresso al recinto delle tartarughe prevede un biglietto separato dal costo della barca. Le tartarughe sono animali protetti, si osservano senza sedersi sopra né disturbarle.
La pagina su Stone Town racconta la città da cui si parte, quella sullo snorkeling gli altri punti del mare di Zanzibar.
Approfondimento
Il nome locale dell’isola è Changuu. Nel 1893 Lloyd Mathews, il funzionario britannico che guidava il governo del sultanato, vi fece costruire un edificio destinato a carcere. La prigione non fu però mai usata come tale. Negli anni successivi l’isola divenne una stazione di quarantena per chi arrivava a Zanzibar da paesi colpiti da epidemie, come la febbre gialla.
Le tartarughe giganti arrivarono nel 1919, come dono del governatore britannico delle Seychelles. Appartengono alla specie di Aldabra, un atollo dell’Oceano Indiano, e alcune hanno superato i cento anni di età. Dopo un periodo di furti e di declino, oggi vivono in un recinto protetto dove i visitatori possono osservarle e dar loro da mangiare foglie fresche.
L’isola si raggiunge in circa mezz’ora di barca dal porto di Stone Town. Oltre alle tartarughe offre una piccola spiaggia, qualche punto per lo snorkeling e una bella vista sul profilo della città, soprattutto nel pomeriggio.
Molte escursioni uniscono la visita all’isola con una sosta su uno dei banchi di sabbia che emergono con la bassa marea davanti a Stone Town, come quello di Nakupenda, dove si fa il bagno in acque basse e trasparenti. Conviene partire al mattino, quando il mare è più calmo e le tartarughe sono più attive.
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Perché alla fine dell’Ottocento vi fu costruito un carcere, che però fu usato come stazione di quarantena.
Furono donate dalle Seychelles all’inizio del Novecento e appartengono alla specie di Aldabra.
Circa mezza giornata, con partenza dalla spiaggia di Stone Town.
Arrivarono nel 1919 come dono del governatore britannico delle Seychelles e appartengono alla specie di Aldabra.
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