Da sapere
Gli arabi la chiamavano l’isola verde. Pemba è più piovosa e più collinare di Unguja, l’isola principale, ed è coperta di piantagioni di chiodi di garofano, manghi e palme. Per secoli ha prodotto gran parte dei chiodi di garofano dell’arcipelago, ed ancora oggi nei villaggi si vedono i fiori stesi a seccare al sole.
Il turismo qui è arrivato poco e tardi. Ci sono pochi lodge, spiagge spesso deserte, villaggi di pescatori e una vita quotidiana che scorre ancora con i ritmi di una volta.
Testi a cura di Walter Rubeo, Direttore Tecnico di ChiAma Viaggiare, in Africa dal 1993 e in Tanzania dal 1996.
Da vicino
Il mare intorno a Pemba è considerato tra i migliori dell’Africa orientale per le immersioni. Le pareti coralline scendono ripide nel canale che separa l’isola dalla terraferma, e le correnti portano pesci pelagici, tartarughe e grandi banchi. Per chi è esperto è una meta da non perdere.
Sulla terraferma si visitano rovine swahili medievali, mercati locali, foreste con le volpi volanti di Pemba, un pipistrello che vive solo qui, e piantagioni di spezie meno affollate di quelle di Unguja.
In pratica
Pemba si raggiunge con un breve volo da Zanzibar o da Dar es Salaam, oppure in traghetto. Conviene dedicarle almeno tre o quattro notti, da sole o alla fine di un safari.
Per confrontarla con le spiagge dell’isola principale trovi la pagina sulle spiagge di Zanzibar.
Approfondimento
I navigatori arabi chiamavano Pemba Al Jazeera al Khadra, l’isola verde, per la vegetazione fitta che la ricopre. Più collinare e piovosa di Unguja, l’isola principale di Zanzibar, è da secoli il centro della coltivazione dei chiodi di garofano, che hanno fatto la ricchezza dell’arcipelago. Nella stagione della raccolta le strade si riempiono del profumo dei boccioli stesi a seccare.
Tra Pemba e la costa continentale si apre il Pemba Channel, un canale profondo dove le correnti portano acque ricche di vita. Le pareti coralline e l’isola di Misali, un’area marina protetta, attirano subacquei esperti. Sulla terraferma la foresta di Ngezi ospita la volpe volante di Pemba, un grande pipistrello che vive solo su quest’isola.
Pemba conserva anche rovine della civiltà swahili, come quelle di Ras Mkumbuu, con resti di moschee e tombe medievali. Il turismo è ancora limitato, e l’isola offre un’idea di come era Zanzibar prima dello sviluppo delle grandi strutture.
Si arriva a Pemba con un volo interno di circa mezz’ora da Zanzibar o da Dar es Salaam, che atterra all’aeroporto di Karume, vicino al capoluogo Chake Chake. In alternativa ci sono i traghetti da Zanzibar, più lenti. Sull’isola le strutture sono poche e piccole, e conviene prenotare con anticipo, soprattutto per i centri di immersione.
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Con un volo breve da Zanzibar o da Dar es Salaam, oppure in traghetto.
Sì, è considerata una delle mete migliori dell’Africa orientale, soprattutto per sub esperti.
No, ha pochi lodge e spiagge spesso deserte. È adatta a chi cerca tranquillità.
Per la vegetazione fitta che la ricopre. I navigatori arabi la chiamavano Al Jazeera al Khadra, l’isola verde.
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