Spiagge bianche, barriera corallina e Stone Town patrimonio UNESCO, l’arcipelago che chiude un safari con un’altra Africa.
Zanzibar non è un’unica isola, è un arcipelago nell’Oceano Indiano formato da Unguja (l’isola principale), Pemba e decine di isolette minori. Ogni parte ha carattere diverso.
Unguja è la più visitata, la costa nord e nordest offre le spiagge più fotografate, Nungwi, Kendwa, Matemwe, con barriera corallina accessibile anche agli snorkelisti alle prime armi. La costa est è più ventilata e attrae i kitesurfisti.
Al centro dell’isola si estende la Zona delle Spezie, cannella, chiodi di garofano, vaniglia, pepe, noce moscata crescono in piantagioni che si visitano a piedi. Un’ora tra le radici e le fragranze vale quanto un’intera giornata in spiaggia per capire perché questi scambi commerciali abbiano modellato la storia dell’intero Oceano Indiano per secoli.
Pemba, più isolata, è la scelta giusta per chi vuole subacquea di livello avanzato, strutture più piccole e un’isola meno percorsa dal turismo di massa. I fondali attorno a Pemba vantano pareti verticali tra le più spettacolari dell’Africa orientale.
Riconosciuta patrimonio dell’umanità nel 2000, Stone Town è la città vecchia di Zanzibar City. I suoi vicoli stretti, le porte intagliate, i balconi in corallo e le moschee raccontano otto secoli di incroci tra culture swahili, araba, indiana e europea.
Non è un museo a cielo aperto, Stone Town vive. Mercati, caffè, negozi di spezie, musei, ristoranti sul mare. Due giorni sono il minimo per esplorarla senza fretta.
Il Mercato delle spezie Darajani, il Palazzo delle Meraviglie, la Casa di Freddie Mercury (nato a Zanzibar nel 1946) e il vecchio Forte Arabo sono i punti più visitati, ma i vicoli secondari riservano le sorprese migliori.
Zanzibar ha due stagioni delle piogge. Conoscerle distingue un viaggio piacevole da uno segnato da temporali e mare mosso.
La condizione migliore per Nungwi e la costa nord. Mare calmo, cielo terso, temperatura intorno ai 27 o 28 °C. Alta stagione, strutture al completo, prezzi più alti. Periodo preferito da chi abbina il safari al mare.
Meno turisti rispetto a luglio e agosto. La costa est è particolarmente bella. Buona visibilità in acqua per snorkeling e immersioni. Clima mite, vento moderato. Periodo consigliato per chi vuole calma senza rinunciare alla qualità.
La stagione delle piogge principali. Temporali quotidiani, mare agitato, molte strutture chiuse. Non è un periodo consigliato per la villeggiatura balneare. Prezzi molto bassi per chi accetta condizioni variabili.
Piogge di durata inferiore rispetto alla Masika, spesso nel tardo pomeriggio. Il resto della giornata è generalmente soleggiato. Prezzi intermedi. Buona scelta per chi vuole abbinare safari tanzaniani in ottobre con qualche giorno di mare.
Zanzibar la uso quasi sempre come tappa finale, dopo il safari. I miei ospiti arrivano dal Serengeti o dal Ngorongoro stanchi ma eccitati, tre o quattro giorni sull’oceano servono a decantare. Non è solo relax, è un cambio di registro completo. La savana diventa mare, la jeep diventa barca, il silenzio della notte nel bush diventa il rumore delle onde.
Stone Town è obbligatoria, almeno una notte. Chi la salta perde metà dell’anima di Zanzibar. Io arrivo sempre nel pomeriggio, ceno in uno dei ristoranti sul waterfront, e la mattina dopo porto i miei ospiti al mercato prima che si riempia. A quell’ora le spezie profumano di più e i venditori hanno ancora voglia di parlare.
Nungwi per le spiagge, il villaggio dei pescatori all’alba per chi si sveglia presto. Per chi vuole solo mare e niente altro, la costa est vicino a Matemwe è più tranquilla. Per le immersioni, Pemba, ma solo per chi sa già immergersi bene.
Walter Rubeo, oltre 30 anni di Africa, ChiAma Viaggiare
Non esiste “una” Zanzibar, costa nord, costa est, Stone Town, Zona delle Spezie, isole minori, ognuna risponde a esigenze di viaggio diverse.
Le spiagge più famose. Mare relativamente calmo tutto l’anno grazie all’orientamento. Nungwi è animata, con locali sul lungomare; Kendwa è più raccolta. Accesso diretto alla barriera per snorkeling.
Paje è il centro del kitesurf in Africa orientale. Matemwe offre tranquillità, reef poco distante dalla riva, strutture piccole e di qualità. Costa ventilata, preferita da chi ama sport acquatici o cerca meno folla.
La città vecchia, cuore storico e culturale. Musei, ristoranti, mercati, architettura swahili, araba e indiana. Patrimonio UNESCO dal 2000. Minimo 1 o 2 notti per esplorarla senza fretta.
L’entroterra di Unguja con le piantagioni di chiodi di garofano, cannella, vaniglia e pepe. Tour di mezza giornata con guida locale. Il profumo è tale da restare nella memoria più delle spiagge.
Per la subacquea di livello avanzato. Pareti verticali, correnti, fauna ittica ricchissima. Pochissimo turismo di massa. Raggiungibile in aereo o traghetto da Unguja. Strutture piccole, immersioni di alto livello.
Mnemba Atoll, snorkeling tra tartarughe marine, delfini e pesci tropicali. Prison Island (Changuu), tartarughe giganti delle Seychelles introdotte nel 1919. Gite di mezza giornata da Stone Town o dalla costa nord.
Zanzibar chiude quasi tutti gli itinerari Tanzania di ChiAma Viaggiare. La combinazione mare e savana è una delle più richieste e funziona perché i due ambienti si completano senza sovrapporsi.
L’itinerario classico. Due o tre notti nel Serengeti (migrazione, Big Five), poi volo diretto Kilimanjaro → Zanzibar. La transizione savana → oceano in meno di due ore di aereo è uno dei passaggi più memorabili del viaggio. Quattro o cinque notti a Zanzibar chiudono il viaggio.
Tarangire, Ngorongoro, Serengeti, poi Zanzibar. Il percorso standard del nord Tanzania con finale balneare. Ogni parco aggiunge una variante, elefanti e baobab, il cratere, la migrazione, e Zanzibar scioglie la stanchezza accumulata.
Per chi vuole esclusivamente mare, cultura e relax. Stone Town (2 notti), spiagge nord o est (3 o 4 notti), escursione alle spezie, snorkeling all’Atoll di Mnemba. Un viaggio autonomo, senza safari, già completo di per sé.
Zanzibar non è solo spiaggia. L’arcipelago offre un catalogo di esperienze che va ben oltre la distensione sotto un ombrellone.
La barriera corallina intorno a Unguja è accessibile da molti punti della costa. Mnemba Atoll è tra i siti di snorkeling più apprezzati dell’Africa orientale. Per il diving avanzato, Pemba è in un’altra categoria.
Vicoli, porte intagliate, mercati, moschee, il vecchio Forte Arabo. Due ore camminando senza meta fissa valgono più di qualsiasi guida. Serata consigliata al Forodhani Gardens per il cibo di strada sul waterfront.
Mezza giornata nelle piantagioni dell’entroterra con una guida locale. Cannella, chiodi di garofano, vaniglia, pepe, ylang ylang. Il profumo delle spezie fresche è qualcosa che difficilmente si dimentica.
La costa est e il vento costante rendono Paje uno dei centri di kitesurf più noti del continente. Scuole certificate, attrezzatura in noleggio, condizioni affidabili da luglio ad agosto e da dicembre a febbraio.
Prison Island (Changuu) ospita una colonia di tartarughe giganti delle Seychelles. Raggiungibile in 20 minuti di barca da Stone Town. Escursione di mezza giornata, adatta a tutte le età.
Il mercato principale di Stone Town è più autentico nelle prime ore del mattino. Pesce fresco appena sbarcato, frutta tropicale, spezie vendute al minuto. Una finestra sulla vita quotidiana dell’isola.
Zanzibar si abbina a tutti i parchi del circuito settentrionale. Ogni destinazione aggiunge una dimensione diversa all’itinerario.
Vuoi vedere come diventa un itinerario vero?
I tour in Tanzania e Zanzibar →Luglio e agosto e da dicembre a febbraio sono i periodi preferiti, con mare calmo e cielo prevalentemente sereno. Marzo, aprile e maggio è la stagione delle piogge lunghe (Masika), molte strutture chiudono e il mare è spesso agitato. Ottobre e novembre porta piogge più brevi ed è una buona finestra per chi vuole abbinare Zanzibar al safari tanzaniano in ottobre, quando il Serengeti è ancora in ottima condizione.
Sì, è una delle combinazioni più richieste. Il percorso tipico prevede il circuito safari (Tarangire, Ngorongoro, Serengeti) e poi un volo diretto Kilimanjaro → Zanzibar per tre o cinque giorni di mare. I due ambienti, savana e oceano, si complementano senza sovrapporsi, e la transizione è rapida, meno di due ore di aereo separano il Serengeti dalla spiaggia di Nungwi.
Zanzibar fa parte della Tanzania, il visto per la Tanzania continentale è valido anche per l’isola. I cittadini italiani devono richiedere il visto prima della partenza oppure all’arrivo (on arrival) all’aeroporto di Zanzibar o di Dar es Salaam. Consiglio di verificare le condizioni aggiornate con ChiAma Viaggiare al momento della prenotazione, poiché le procedure cambiano periodicamente.
Nella maggior parte dei casi sì. La costa nord (Nungwi, Kendwa) ha tratti di spiaggia riparati con mare poco mosso adatto ai bambini. Prison Island con le tartarughe giganti è un’attività apprezzata da tutte le età. Stone Town richiede attenzione nei vicoli più affollati ma è perfettamente visitabile in famiglia. Alcune zone della costa est possono avere correnti più forti, vale la pena scegliere la struttura in base all’età dei bambini.
Foto scattate da Walter Rubeo e dagli ospiti di ChiAma Viaggiare sull’arcipelago.
Dalla lettura al viaggio
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Zanzibar cambia molto da una costa all’altra. Queste pagine aiutano a scegliere dove stare e cosa fare.
Il quadro generale è raccolto in Safari in Tanzania →, il punto da cui partire per collegare questa pagina al resto del viaggio.
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