Serengeti settentrionale, da luglio a ottobre
Tra luglio e ottobre le mandrie della grande migrazione arrivano nel nord del Serengeti e si fermano davanti al fiume Mara. Quello che succede sulle sue rive è uno degli spettacoli naturali più studiati e fotografati dell’Africa orientale.
Il territorio
Il Serengeti settentrionale è la parte del parco più lontana da Arusha e per molti anni è stata anche la meno frequentata. Si estende dalla zona di Lobo fino al confine con il Kenya, dove la savana tanzaniana continua senza interruzioni nella riserva del Masai Mara. Il paesaggio è diverso da quello delle pianure del sud, con colline ondulate, boschi di acacie, affioramenti di granito e fiumi che scorrono tutto l’anno.
Il cuore di questa regione è il fiume Mara, che nasce sugli altipiani del Kenya e attraversa il Serengeti prima di gettarsi nel lago Vittoria. A nord del fiume si apre il triangolo di Lamai, una lingua di territorio compresa tra il Mara e il confine. A sud c’è l’area di Kogatende, con la pista di atterraggio da cui arriva la maggior parte dei viaggiatori.
Testi a cura di Walter Rubeo, Direttore Tecnico di ChiAma Viaggiare, in Africa dal 1993 e in Tanzania dal 1996.
Il fenomeno
Gli gnu arrivano nel nord seguendo l’erba fresca, che a metà anno cresce dove le piogge sono cadute più di recente. Il fiume è un ostacolo che separa due zone di pascolo, e le mandrie lo attraversano più volte, in un senso e nell’altro, a seconda di dove cade la pioggia. Non esiste quindi un solo grande guado ma una serie di attraversamenti, a volte decine nella stessa stagione, in punti diversi del fiume.
L’attesa sulla riva può durare ore. Le mandrie si ammassano, avanzano, tornano indietro, finché un primo animale si lancia e gli altri lo seguono. Nel fiume aspettano i coccodrilli del Nilo, sulle rive leoni e iene. È una scena intensa, che la guida sa leggere con anticipo osservando il comportamento delle mandrie e la posizione dei veicoli.
In pratica
Il modo più comodo per raggiungere il Serengeti nord è il volo interno su Kogatende, da Arusha o dal Serengeti centrale. In auto si arriva in una lunga giornata di pista da Seronera, attraversando la zona di Lobo. Per vivere i guadi servono almeno tre notti nella zona, perché gli attraversamenti non si possono prevedere al giorno.
Si dorme in campi tendati che in molti casi si spostano con la stagione, e in alcuni campi fissi lungo il fiume. Nei mesi di punta i punti di attraversamento più noti possono richiamare molti veicoli, e il comportamento della guida fa la differenza. Una guida esperta mantiene le distanze, non blocca il passaggio degli animali e sceglie i tratti di fiume meno frequentati.
Le prime mandrie arrivano di solito a luglio, i guadi più frequenti si osservano tra agosto e settembre e gli ultimi gruppi ripartono verso sud tra ottobre e novembre, con l’arrivo delle piogge brevi. Ogni anno è diverso, perché tutto dipende dalle piogge. Nella pagina sulle stagioni delle piogge trovi come cambiano i mesi.
Oltre i guadi
Il Serengeti nord ha una fauna residente ricca anche fuori stagione. Ci sono elefanti, bufali, giraffe, branchi di leoni stabili, leopardi nei boschi lungo i fiumi e ghepardi nelle zone aperte. Le colline di Lobo e i kopje di granito sono ambienti tipici di questa regione. Tra novembre e giugno il nord torna tranquillo, con pochissimi veicoli e prezzi più contenuti in molti campi.
Chi vuole vedere la migrazione da entrambi i lati del confine può unire il Serengeti nord al Masai Mara, con un itinerario Tanzania e Kenya. Chi preferisce restare in Tanzania può alternare il nord con il corridoio occidentale o con la zona centrale.
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I tour in Tanzania →Domande frequenti
Di solito tra luglio e ottobre, con la maggiore frequenza tra agosto e settembre. Le date cambiano ogni anno in base alle piogge, e nessun guado si può prevedere al giorno.
Almeno tre notti nella zona di Kogatende o di Lamai, per avere più occasioni di assistere a un attraversamento.
Con un volo interno sulla pista di Kogatende, da Arusha o dal Serengeti centrale, oppure via terra in una lunga giornata di pista da Seronera.
Sì, per chi cerca tranquillità. Tra novembre e giugno la fauna residente resta e i veicoli sono pochissimi.
Dalla lettura al viaggio
I tour che organizziamo in Tanzania sono raccolti in una pagina che aggiorniamo di continuo. Se invece preferisci un viaggio cucito su di te, scrivici.
Continua il viaggio
La migrazione non è un evento ma un percorso circolare. Ogni zona del Serengeti ha il suo momento, e conoscerle tutte aiuta a scegliere quando partire.
Il quadro generale è raccolto in Safari in Tanzania →, il punto da cui partire per collegare questa pagina al resto del viaggio.
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