Serengeti meridionale e area del Ndutu, da dicembre a marzo
Ogni anno, tra la fine di gennaio e febbraio, nelle pianure a sud del Serengeti nascono in poche settimane centinaia di migliaia di piccoli di gnu. È il punto in cui il ciclo della grande migrazione ricomincia.
Il territorio
Il Serengeti meridionale è un’enorme distesa di prateria a erba corta che scende verso gli altipiani del Ngorongoro. Il suolo è formato dalle ceneri dei vulcani della zona, ricche di minerali come calcio e fosforo, e l’erba che cresce dopo le piogge brevi è particolarmente nutriente. È per questo che le mandrie tornano qui ogni anno per partorire.
Il nome Ndutu indica un piccolo lago alcalino e l’area di boschi e pianure che lo circonda, a cavallo tra il parco del Serengeti e l’area di conservazione del Ngorongoro. Poco lontano ci sono il lago Masek e le pianure di Kusini, mentre verso est la strada porta alla gola di Olduvai.
Testi a cura di Walter Rubeo, Direttore Tecnico di ChiAma Viaggiare, in Africa dal 1993 e in Tanzania dal 1996.
Il fenomeno
Le femmine di gnu partoriscono quasi tutte nello stesso periodo, nell’arco di due o tre settimane tra la fine di gennaio e la metà di febbraio. I piccoli si alzano in piedi pochi minuti dopo la nascita e dopo qualche giorno sono già in grado di seguire la mandria. Nascere tutti insieme è una strategia di sopravvivenza, perché i predatori non riescono a catturare più di una piccola parte dei nuovi nati.
Nello stesso periodo partoriscono anche zebre e gazzelle, e la pianura si riempie di vita. Per chi osserva è il momento in cui si capisce davvero il rapporto tra prede e predatori, che nel resto dell’anno appare più disperso.
I predatori
Con le mandrie arrivano i predatori. Le pianure aperte del sud sono uno degli ambienti più adatti al ghepardo, che caccia di giorno sfruttando la visibilità e la velocità. I leoni seguono le mandrie e restano vicino all’acqua, le iene maculate lavorano in gruppo soprattutto all’alba e al tramonto. Nei boschi di acacie attorno al lago Ndutu non è raro trovare anche il leopardo.
Una caratteristica dell’area è che nella parte compresa nell’area di conservazione del Ngorongoro i veicoli possono uscire dalle piste, con regole precise. Questo permette alla guida di avvicinarsi con calma a una famiglia di ghepardi o a un branco, senza essere costretta a restare sulla strada.
In pratica
Le mandrie arrivano al sud tra novembre e dicembre, con le piogge brevi, e restano fino a marzo. Febbraio è il mese delle nascite, mentre dicembre, gennaio e marzo offrono comunque grandi concentrazioni di animali. Ad aprile iniziano le piogge lunghe e le mandrie risalgono verso il centro del parco.
Nell’area si dorme in campi tendati stagionali e in qualche lodge fisso vicino al lago. Il Ndutu si combina bene con il cratere del Ngorongoro, a poche ore di strada, e con il safari fotografico, perché la luce bassa e gli spazi aperti rendono la zona molto adatta alla fotografia. In questa stagione possono esserci acquazzoni, di solito brevi e nel pomeriggio.
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La maggior parte delle nascite avviene tra la fine di gennaio e la metà di febbraio, nelle pianure del Serengeti sud e del Ndutu.
In parte. L’area si trova tra il parco nazionale del Serengeti e l’area di conservazione del Ngorongoro, e il lago Ndutu è nella parte del Ngorongoro.
Sì, le pianure aperte del sud sono tra gli ambienti più adatti al ghepardo, soprattutto quando arrivano le mandrie.
Ci sono acquazzoni, di solito brevi e pomeridiani. Le piogge lunghe arrivano ad aprile.
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Dal sud al nord e ritorno. Ogni tappa della migrazione ha un paesaggio e una stagione diversa.
Il quadro generale è raccolto in Safari in Tanzania →, il punto da cui partire per collegare questa pagina al resto del viaggio.
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