Serengeti, il calendario di un anno
Nel Serengeti non esiste un mese sbagliato, esiste il mese giusto per quello che vuoi vedere. La migrazione si sposta lungo un percorso circolare e il parco cambia volto con le piogge.
Il principio
Il clima del Serengeti è regolato da due stagioni delle piogge. Le piogge brevi, chiamate Vuli, cadono di solito tra novembre e dicembre. Le piogge lunghe, chiamate Masika, arrivano tra marzo e maggio. Tra le due stagioni ci sono periodi asciutti, il più lungo dei quali va da giugno a ottobre.
Le mandrie di gnu e zebre si muovono seguendo l’erba che cresce dove ha piovuto. Per questo chi vuole vedere la migrazione deve scegliere la zona del parco in base al mese. I predatori residenti, invece, restano nelle loro aree tutto l’anno, e nella zona centrale di Seronera la fauna è buona in ogni stagione.
Testi a cura di Walter Rubeo, Direttore Tecnico di ChiAma Viaggiare, in Africa dal 1993 e in Tanzania dal 1996.
Mese per mese
Le mandrie sono nelle pianure del sud e nell’area del Ndutu. A febbraio nascono i piccoli. È un periodo verde, con acquazzoni brevi e grandi concentrazioni di predatori. La pagina sul Ndutu e le nascite racconta questa stagione nel dettaglio.
Sono i mesi delle piogge lunghe. Le mandrie risalgono verso il centro e l’ovest, alcune piste diventano difficili e molti campi chiudono. Chi viaggia ora trova paesaggi verdissimi, pochi veicoli e tariffe più basse.
La migrazione attraversa il corridoio occidentale e il fiume Grumeti, e inizia a dirigersi verso nord. Comincia la stagione secca.
Le mandrie sono nel nord, lungo il fiume Mara, dove avvengono i guadi più noti. È l’alta stagione. La pagina sul Serengeti nord spiega come organizzarsi.
Con le piogge brevi le mandrie scendono lungo il lato orientale del parco, attraverso la zona di Lobo, e tornano verso il sud.
Alta e bassa stagione
L’alta stagione va da luglio a ottobre e, in misura minore, da dicembre a febbraio. In questi mesi i campi più richiesti si prenotano con molti mesi di anticipo e nelle zone più note si incontrano più veicoli. La bassa stagione coincide con le piogge lunghe di aprile e maggio, quando il parco è più tranquillo e i prezzi scendono.
Le temperature sono miti tutto l’anno, perché il parco si trova tra circa 900 e 1.850 metri di quota. Le notti possono essere fresche, soprattutto tra giugno e agosto. Nella pagina quando andare in Tanzania trovi il quadro di tutto il paese, compresi Kilimanjaro e Zanzibar.
Il nostro consiglio
Per un primo safari con la migrazione i periodi più indicati sono febbraio, per le nascite e i predatori nel sud, e da luglio a settembre per i guadi nel nord. Chi viaggia con bambini o ha date fisse in estate può puntare sul nord e sul centro. Chi cerca tranquillità e luce morbida per la fotografia può scegliere i mesi di transizione, come giugno, novembre o inizio dicembre.
In ogni caso conviene costruire l’itinerario intorno alla zona giusta e non al singolo evento. Un guado o una nascita non si possono prenotare, ma scegliere l’area corretta nel mese corretto aumenta molto le occasioni.
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I tour in Tanzania →Domande frequenti
Dipende da cosa si vuole vedere. Febbraio per le nascite nel sud, da luglio a settembre per i guadi del fiume Mara nel nord. La zona centrale offre buona fauna tutto l’anno.
Sì. Aprile e maggio sono i mesi più piovosi e alcuni campi chiudono, ma il parco resta aperto e la fauna c’è, con pochi veicoli e prezzi più bassi.
Di giorno le temperature sono miti, la notte e al mattino presto può fare fresco, soprattutto tra giugno e agosto.
Nelle pianure del Serengeti sud e nell’area del Ndutu, dove resta fino a marzo.
Dalla lettura al viaggio
I tour che organizziamo in Tanzania sono raccolti in una pagina che aggiorniamo di continuo. Se invece preferisci un viaggio cucito su di te, scrivici.
Continua il viaggio
Scelto il periodo, resta da capire dove dormire e come muoversi tra le diverse zone del parco.
Il quadro generale è raccolto in Safari in Tanzania →, il punto da cui partire per collegare questa pagina al resto del viaggio.
Le zone del parco
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