Costa sud, patrimonio UNESCO
Su un’isola davanti alla costa meridionale della Tanzania restano le rovine di una delle città più ricche dell’Africa medievale. Kilwa Kisiwani controllava il commercio dell’oro dell’interno e attirava mercanti da tutto l’Oceano Indiano.
Da sapere
Tra lo XIII e il XV secolo Kilwa fu il centro più importante della costa swahili. La città controllava il porto di Sofala, nell’attuale Mozambico, da cui arrivava l’oro dello Zimbabwe, e lo scambiava con tessuti, ceramiche e perle provenienti dall’India, dalla Persia e dalla Cina. Le sue monete erano coniate qui.
Il viaggiatore marocchino Ibn Battuta la visitò nel 1331 e la descrisse come una delle città più belle e meglio costruite del mondo. Insieme alle rovine della vicina Songo Mnara, il sito è patrimonio dell’umanità UNESCO dal 1981.
Testi a cura di Walter Rubeo, Direttore Tecnico di ChiAma Viaggiare, in Africa dal 1993 e in Tanzania dal 1996.
Da vicino
La Grande Moschea, con le sue cupole e i suoi archi di pietra corallina, è una delle più antiche dell’Africa sub sahariana. Poco lontano, su un promontorio sul mare, si trovano i resti di Husuni Kubwa, un enorme palazzo con cortili, piscine e sale di ricevimento, costruito per i sultani della città.
Si visitano anche il forte di epoca portoghese e omanita, case di mercanti e piccole moschee. Le rovine sono immerse nella vegetazione e nel silenzio, e si visitano spesso senza incontrare altri viaggiatori.
In pratica
Kilwa si raggiunge da Dar es Salaam in auto o con un breve volo. L’isola si raggiunge in barca da Kilwa Masoko, sulla terraferma, e la visita richiede un permesso che si ottiene sul posto. Si abbina bene a un safari nel parco Nyerere o a qualche giorno di mare sulla costa sud.
Nella pagina sulla civiltà swahili trovi la storia delle città della costa, in quella su Stone Town l’erede più famosa di quella cultura.
Approfondimento
Tra il XIII e il XV secolo Kilwa Kisiwani fu una delle città più ricche della costa orientale africana. Il suo potere nasceva dal controllo del commercio dell’oro, che arrivava dall’interno del continente attraverso il porto di Sofala, nell’attuale Mozambico. I sultani di Kilwa battevano moneta propria, e alcune di queste monete sono state ritrovate fino in Australia.
Nel 1331 la visitò il viaggiatore marocchino Ibn Battuta, che la descrisse come una delle città più belle e meglio costruite che avesse visto. Di quella stagione restano la Grande Moschea, ampliata più volte con cupole e volte in pietra corallina, e il palazzo di Husuni Kubwa, costruito su una scogliera affacciata sul mare, con cortili, piscina e decine di stanze.
Nel 1505 i portoghesi saccheggiarono la città e costruirono il forte di Gereza. Da allora iniziò il declino. Nel 1981 le rovine di Kilwa Kisiwani e della vicina Songo Mnara sono state iscritte nel patrimonio mondiale dell’UNESCO. La loro storia è parte della civiltà swahili che ha dato forma a tutta la costa.
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Sì, insieme alle rovine di Songo Mnara, dal 1981.
In barca da Kilwa Masoko, sulla terraferma, raggiungibile da Dar es Salaam in auto o con un volo breve.
Controllava il commercio dell’oro che arrivava dall’interno attraverso il porto di Sofala.
Il viaggiatore marocchino Ibn Battuta, che la visitò nel 1331 e la descrisse come una delle città più belle che avesse visto.
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