DRAG
ChiAma Viaggiare

Contatti

img

ChiAma Viaggiare della T&T Travel Srl Via Vercelli, 2 00182 ROMA P.I. 17632751008
Sede Operativa
Via Duca D'Aosta 3,
Tagliacozzo AQ

Tanzania → archeologia e storia

Archeologia del Rift Valley → dove la storia dell’umanità ha inizio

La Tanzania settentrionale è il luogo dove la paleoantropologia ha riscritto la storia della nostra specie. Il Rift Valley, con i suoi sedimenti stratificati e la sua attività vulcanica che ha preservato i fossili per milioni di anni, ha restituito alcune delle scoperte più importanti mai fatte sulla preistoria umana. Visitarlo, anche solo di passaggio verso Ngorongoro, cambia la prospettiva su tutto il resto.

Pianifica il tuo viaggio in Tanzania Guarda i tour
3,6 mlnanni → età delle impronte di Laetoli
1,8 mlnanni → fossili di Homo habilis a Olduvai
Leakeyla famiglia che ha rivoluzionato la paleoantropologia
UNESCONgorongoro Conservation Area → sito dal 1979

Olduvai, Laetoli e gli altri → la mappa delle origini

Nel raggio di poche decine di chilometri attorno al Cratere di Ngorongoro si concentrano i siti paleoantropologici più importanti del mondo. Non sono destinazioni remote e inaccessibili, si raggiungono in poche ore da Arusha e si visitano facilmente in combinazione con il safari.

Olduvai Gorge

Fossili da 1,8 milioni di anni fa

La gola di Olduvai, una fessura lunga circa 50 km scavata dall’erosione nei sedimenti del Rift Valley, è il sito paleoantropologico più famoso del mondo. Louis e Mary Leakey lavorarono qui per decenni, trovando resti di Homo habilis (l’uomo che usa gli utensili), Paranthropus boisei (detto “Nutcracker Man” per i denti enormi) e migliaia di strumenti di pietra dell’Oldowan. Il museo sulla gola raccoglie calchi dei fossili originali e spiega le scoperte in modo accessibile.

Laetoli

Impronte da 3,6 milioni di anni fa

A una quarantina di chilometri da Olduvai, Laetoli conserva le impronte più antiche mai trovate di ominidi bipedi. Nel 1978 Mary Leakey scoprì una pista di impronte, probabilmente di Australopithecus afarensis, la stessa specie della celebre Lucy, conservata nella cenere vulcanica solidificata 3,6 milioni di anni fa. Le impronte rivelano che questi ominidi camminavano già eretti, con un’andatura simile alla nostra, molto prima di quanto si pensasse.

Peninj → lago Natron

Mandibola da 1,4 milioni di anni fa

Sulle rive del lago Natron, nel 1964, fu trovata una mandibola quasi completa di Paranthropus boisei risalente a circa 1,4 milioni di anni fa. Il sito è meno visitato di Olduvai ma si raggiunge durante il trekking al lago Natron, una tappa sempre più frequente nei safari del nord Tanzania, soprattutto per chi vuole vedere i fenicotteri.

Ngorongoro Conservation Area

Sito UNESCO dal 1979 → doppia valenza

La Ngorongoro Conservation Area è sito UNESCO per una doppia ragione, la biodiversità straordinaria del cratere e il patrimonio paleoantropologico di Olduvai e Laetoli, entrambi all’interno dell’area protetta. Visitare il cratere e fermarsi al museo di Olduvai è una delle combinazioni più significative che la Tanzania offre, fauna africana contemporanea e origini dell’umanità a pochi chilometri di distanza.

Perché il Rift Valley conserva i fossili così bene

Il Great Rift Valley si forma dove la placca africana si sta lentamente dividendo in due. Questa attività tettonica crea depressioni che raccolgono sedimenti lacustri e ceneri vulcaniche, condizioni ideali per la fossilizzazione. Gli ominidi che vivevano lungo le rive dei laghi del Rift morivano e venivano rapidamente ricoperti dai sedimenti, che preservavano ossa e impronte per milioni di anni.

L’erosione successiva ha poi rimesso allo scoperto questi sedimenti stratificati, come a Olduvai Gorge, dove le pareti della gola mostrano milioni di anni di storia geologica come le pagine di un libro aperto. La combinazione di deposizione rapida e successiva erosione ha fatto del Rift Valley un archivio naturale unico al mondo.

Vuoi vedere come diventa un itinerario vero?

I tour in Tanzania →

I Leakey e le scoperte che hanno riscritto la storia

1959

Zinjanthropus boisei

Mary Leakey trovò il cranio quasi completo di quello che chiamarono “Zinj”, oggi Paranthropus boisei, un ominide robusto vissuto 1,75 milioni di anni fa. Fu la scoperta che attirò l’attenzione mondiale su Olduvai e sul lavoro dei Leakey.

1960

Homo habilis

Louis Leakey, il figlio Jonathan e altri trovarono i resti di quello che chiamarono Homo habilis, “l’uomo abile”, associato a strumenti di pietra. Fu il primo membro del genere Homo riconosciuto, vissuto circa 1,8 milioni di anni fa.

1978

Le impronte di Laetoli

Mary Leakey scoprì le impronte di bipedi nella cenere vulcanica di Laetoli. Tre individui, forse una famiglia, avevano camminato su cenere fresca 3,6 milioni di anni fa. Le impronte mostrano un’andatura bipede quasi identica alla nostra.

2010

Australopithecus sediba

Non a Olduvai, ma il lavoro dei Leakey aprì la strada, le ricerche nel Rift Valley tanzaniano e keniota continuano a produrre nuove specie. La paleoantropologia in Tanzania è ancora attiva, nuovi scavi sono in corso ogni anno.

Anni ’60

Gli utensili Oldowan

A Olduvai e nei siti vicini sono stati trovati migliaia di utensili di pietra scheggiata risalenti tra 1,8 e 2,6 milioni di anni fa, la cosiddetta industria Oldowan, la tecnologia litica più antica conosciuta. Testimonianza che l’intelligenza tecnica è antica quanto il genere Homo.

Ongoing

Ricerche in corso

Il Rift Valley tanzaniano è ancora oggetto di ricerche attive da parte di università e istituzioni di tutto il mondo. Nuovi siti vengono scoperti regolarmente, e le analisi del DNA antico aggiungono continuamente informazioni alla storia delle migrazioni umane.

Walter Rubeo

Direttore di ChiAma Viaggiare, in Africa dal 1993 e in Tanzania dal 1996

Ho visitato Olduvai decine di volte, accompagnando ospiti di ogni tipo, naturalisti, storici, famiglie, persone che non sapevano nemmeno cos’era la paleoantropologia. La reazione è sempre la stessa, silenzio. Stai guardando la gola dove la nostra specie ha trovato i suoi antenati diretti. Non è storia di qualcun altro, è la tua storia, la storia di chiunque sia mai vissuto su questo pianeta. Pochi posti al mondo ti restituiscono questa sensazione con tanta chiarezza.

Si può visitare Olduvai Gorge durante un safari a Ngorongoro?

Sì, Olduvai Gorge si trova lungo la strada che collega Serengeti e Ngorongoro. La sosta al museo è inclusa in quasi tutti gli itinerari standard del nord Tanzania. La visita dura circa un’ora e mezza, il museo, il belvedere sulla gola e la spiegazione di una guida locale. Laetoli è meno accessibile e richiede un’escursione dedicata che si organizza separatamente.

Cosa si vede al museo di Olduvai Gorge?

Il museo espone calchi dei fossili originali (i fossili reali sono al Museo Nazionale di Dar es Salaam e al British Museum), strumenti di pietra Oldowan, pannelli sulla stratigrafia della gola e sul lavoro dei Leakey, e una ricostruzione dei principali ominidi trovati nel sito. C’è anche un belvedere sulla gola da cui si vedono le pareti sedimentarie stratificate, milioni di anni di storia geologica visibili a occhio nudo.

Perché la Tanzania è così importante per la paleoantropologia?

Perché le condizioni geologiche del Rift Valley tanzaniano hanno preservato fossili e impronte in modo eccezionale. La combinazione di attività vulcanica, sedimentazione lacustre e successiva erosione ha creato un archivio naturale che non ha equivalenti altrove. I siti tanzaniani hanno fornito prove dirette di alcune delle fasi evolutive più cruciali della nostra specie, dalla comparsa del bipedismo (Laetoli) alle prime tecnologie litiche (Olduvai).

Un safari che attraversa milioni di anni di storia

Ngorongoro, Olduvai, Serengeti, costruiamo il tuo itinerario nel nord Tanzania.

Contattaci Guarda i tour

Dalla lettura al viaggio

I tour che organizziamo in Tanzania sono raccolti in una pagina che aggiorniamo di continuo. Se invece preferisci un viaggio cucito su di te, scrivici.

Continua il viaggio

Indietro nel tempo, avanti nel viaggio

La storia della Tanzania si legge nei parchi, nelle città della costa e negli scavi della Rift Valley. Ogni pagina rimanda ai luoghi dove vederla.

Il quadro generale è raccolto in Safari in Tanzania →, il punto da cui partire per collegare questa pagina al resto del viaggio.