Kilimanjaro, sulla cima del Kibo
Chi arriva sul bordo del Kilimanjaro scopre che la montagna non finisce con una punta. In cima al Kibo c’è un cratere largo più di due chilometri, con ghiacciai, sabbia vulcanica e un secondo cratere più piccolo che ancora conserva il calore della terra.
Da sapere
Il Kibo è il più giovane e il più alto dei tre coni vulcanici che formano il Kilimanjaro. La sua sommità è un grande cratere quasi circolare di circa due chilometri e mezzo di diametro. Il bordo di questo cratere è il punto in cui arrivano tutte le vie di salita, a Stella Point o a Gilman’s Point, e lungo lo stesso bordo si cammina fino a Uhuru Peak, il punto più alto dell’Africa.
All’interno del cratere principale si apre il cratere di Reusch, largo circa 1.300 metri, e al suo centro c’è l’Ash Pit, una fossa di circa 140 metri dove il vulcano mostra di essere ancora vivo. Sotto la superficie la temperatura arriva intorno ai 78 gradi, la neve non riesce ad accumularsi e dall’interno salgono vapori di zolfo. Il Kilimanjaro è considerato un vulcano dormiente, non spento.
Testi a cura di Walter Rubeo, Direttore Tecnico di ChiAma Viaggiare, in Africa dal 1993 e in Tanzania dal 1996.
Da vicino
La maggior parte delle persone vede il cratere solo per pochi minuti, all’alba, prima di cominciare la discesa. Esiste però un modo diverso di viverlo. Alcuni itinerari prevedono una notte al Crater Camp, un campo allestito sul fondo del cratere vicino al ghiacciaio Furtwängler, a circa 5.750 metri di quota. È il campeggio più alto dell’Africa.
Dormire così in alto non è per tutti. Serve un’acclimatazione lunga, una salita costruita su più giorni e un fisico che abbia già risposto bene alla quota. In cambio si ha il cratere quasi per sé, la possibilità di raggiungere il cratere di Reusch e l’Ash Pit con calma, e la salita a Uhuru Peak dal campo, che diventa breve e senza la fatica della notte di vetta tradizionale.
I ghiacciai del Kilimanjaro, come il Furtwängler, si stanno ritirando da decenni. Vederli da vicino resta una delle immagini più forti della salita, e una ragione in più per non rimandare il viaggio troppo a lungo.
In pratica
La notte al Crater Camp non fa parte degli itinerari standard. Va prevista in fase di progettazione, di solito su una via lunga come la Lemosho, con un giorno in più rispetto al programma classico. La deviazione da Uhuru Peak al cratere di Reusch, senza dormire nel cratere, aggiunge circa tre ore alla giornata di vetta e si decide sul posto con la guida, solo se nessuno del gruppo ha sintomi di mal di montagna.
Per tutto il resto, cioè vie, tempi e preparazione, rimandiamo alla pagina sul Kilimanjaro e a quella sui campi, dove trovi le quote di ogni tappa.
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I tour in Tanzania →Domande frequenti
Sì, al Crater Camp, a circa 5.750 metri, sul fondo del cratere vicino al ghiacciaio Furtwängler. Va previsto nel programma, richiede un’acclimatazione lunga ed è adatto solo a chi ha già esperienza di alta quota.
È considerato dormiente. Nell’Ash Pit, al centro del cratere di Reusch, il terreno è caldo e si sentono vapori di zolfo, segno che l’attività interna non è del tutto spenta.
Il cratere del Kibo misura circa due chilometri e mezzo di diametro. Al suo interno il cratere di Reusch è largo circa 1.300 metri e l’Ash Pit circa 140.
Dalla lettura al viaggio
I tour che organizziamo in Tanzania sono raccolti in una pagina che aggiorniamo di continuo. Se invece preferisci un viaggio cucito su di te, scrivici.
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La salita si prepara mesi prima e spesso continua con un safari o con il mare. Le pagine qui sotto aiutano a decidere.
Il quadro generale è raccolto in Il Kilimanjaro →, il punto da cui partire per collegare questa pagina al resto del viaggio.
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