Il ghepardo è il felino più veloce del pianeta e l’unico grande predatore africano che caccia di giorno. Nel Serengeti, sulle pianure aperte, la sua tecnica di caccia si può osservare per intero, dall’agguato alla presa.
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Tra i grandi predatori africani il ghepardo occupa una posizione peculiare. È l’unico che ha rinunciato alla notte, che non sale sugli alberi come il leopardo e che non ha la forza di difendere le sue prede da iene e leoni. Ha puntato tutto su una cosa sola, la velocità.
La morfologia racconta questa scelta. Il corpo è snello, quasi fragile se paragonato a quello di un leone. Il torace è profondo per ospitare polmoni grandi. La spina dorsale è flessibile come una molla, e nei momenti di massima accelerazione si flette e si distende come quella di un greyhound. Le zampe posteriori arrivano davanti a quelle anteriori in ogni falcata. Le unghie non sono completamente retrattili, funzionano come tacchetti da calcio sul terreno asciutto.
Caccia quando i suoi competitor dormono, tra le 7 e le 10 del mattino, e poi di nuovo nel tardo pomeriggio. La luce gli serve per vedere la preda, valutare la distanza e scegliere il momento dello scatto. Un ghepardo che caccia di notte sarebbe cieco alla velocità che raggiunge.
La tecnica
Direttore Tecnico, in Africa dal 1993 e in Tanzania dal 1996
Il ghepardo è quello che i miei ospiti chiedono più spesso e quello che, quando si vede in caccia, lascia davvero senza parole. La velocità è una cosa che si descrive con numeri ma bisogna vederla in campo aperto per capire cosa significa. Ho assistito a cacce nel Serengeti dove in tre secondi l’animale era già a duecento metri di distanza. Quello che rimane impresso non è solo la velocità, ma il momento di silenzio dopo, quando il ghepardo è fermo nell’erba a riprendere fiato e guarda la preda davanti a lui.
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Meno di quanto si pensi. Con una buona guida e una posizione di safari nel Serengeti meridionale o nell’area di Ndutu, la probabilità di avvistamento in 3 o 4 giorni è alta. La caccia diurna aiuta molto. Si cerca il profilo su termitai o pietre, e si segue la direzione dello sguardo delle gazzelle che lo individuano prima della jeep.
No. I Big Five sono leone, leopardo, rinoceronte, elefante e bufalo. Il ghepardo non è incluso, anche se per molti ospiti è il predatore più entusiasmante da vedere in azione. La lista dei Big Five risale all’era della caccia, quando identificava gli animali più difficili e pericolosi da cacciare a piedi.
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