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Archeologia della Rift Valley

Mary e Louis Leakey, alla ricerca delle origini

Se oggi sappiamo che la storia umana è cominciata in Africa orientale, lo dobbiamo in gran parte a una coppia di ricercatori che passò decenni a scavare nella gola di Olduvai, a pochi chilometri dal Ngorongoro.

1959la scoperta dello Zinjanthropus
1978le impronte di Laetoli
3,6milioni di anni, l’età delle impronte
Olduvaiil cantiere di una vita

Da sapere

Mary e Louis Leakey, in poche righe

Louis Leakey, nato in Kenya da genitori missionari, era convinto che l’origine dell’uomo andasse cercata in Africa, quando molti studiosi pensavano all’Asia. Con la moglie Mary, archeologa inglese di grande rigore, cominciò a scavare nella gola di Olduvai negli anni Trenta, e ci lavorò per decenni.

Nel 1959 Mary trovò il cranio di un ominide che chiamarono Zinjanthropus, oggi classificato come Paranthropus boisei, vecchio di circa 1,8 milioni di anni. Pochi anni dopo, sempre a Olduvai, vennero alla luce i resti di Homo habilis, uno dei primi rappresentanti del nostro genere, insieme agli strumenti di pietra più antichi allora conosciuti.

Testi a cura di Walter Rubeo, Direttore Tecnico di ChiAma Viaggiare, in Africa dal 1993 e in Tanzania dal 1996.

Da vicino

Le impronte di Laetoli

Dopo la morte di Louis, Mary continuò a lavorare in Tanzania. Nel 1978 il suo gruppo trovò a Laetoli, non lontano da Olduvai, una serie di impronte lasciate nella cenere vulcanica da ominidi che camminavano eretti circa 3,6 milioni di anni fa. Fu la prova che la camminata su due piedi era nata molto prima di quanto si pensasse.

Il lavoro dei Leakey è continuato con il figlio Richard e con altri ricercatori, e la gola di Olduvai resta uno dei siti più importanti al mondo per lo studio delle origini umane.

In pratica

Dove vedere questi luoghi

La gola di Olduvai si trova lungo la strada tra il Ngorongoro e il Serengeti, e una sosta al museo del sito si inserisce facilmente in qualsiasi safari del nord. Il museo racconta gli scavi e conserva calchi dei reperti più importanti, mentre alcuni originali sono custoditi al Museo Nazionale di Dar es Salaam.

Nelle pagine su Olduvai e su Laetoli trovi i due siti nel dettaglio.

Approfondimento

Una famiglia, mezzo secolo di scoperte

Louis Leakey nacque in Kenya nel 1903 da genitori missionari inglesi e studiò a Cambridge. Mary Nicol, nata a Londra nel 1913, era un’archeologa e illustratrice con un talento particolare per lo scavo. Dagli anni trenta lavorarono insieme a Olduvai, dove trovarono migliaia di strumenti in pietra prima ancora di trovare resti umani.

La svolta arrivò il 17 luglio 1959, quando Mary individuò un cranio di ominide quasi completo, oggi attribuito alla specie Paranthropus boisei. L’anno seguente il figlio Jonathan scoprì i resti che nel 1964 furono descritti come Homo habilis, una delle prime specie del genere Homo. Gli strumenti più antichi della gola diedero il nome a una tradizione tecnologica, l’industria olduvaiana.

Dopo la morte di Louis, nel 1972, Mary continuò a lavorare in Tanzania e guidò gli scavi di Laetoli, dove nel 1978 furono trovate le impronte. Il figlio Richard proseguì la ricerca in Kenya. La loro storia è raccontata nel piccolo museo della gola di Olduvai, affacciato sul luogo delle scoperte.

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Domande frequenti

Le domande più comuni

Cosa scoprirono i Leakey a Olduvai?

Tra le altre cose il cranio dello Zinjanthropus nel 1959 e i resti di Homo habilis, oltre agli strumenti di pietra più antichi allora conosciuti.

Chi scoprì le impronte di Laetoli?

Il gruppo guidato da Mary Leakey, nel 1978.

Si può visitare Olduvai durante un safari?

Sì, il museo del sito si trova lungo la strada tra il Ngorongoro e il Serengeti.

Cosa trovò Mary Leakey a Olduvai nel 1959?

Un cranio di ominide quasi completo, oggi attribuito alla specie Paranthropus boisei, scoperto il 17 luglio 1959.

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Il quadro generale è raccolto in Archeologia della Rift Valley →, il punto da cui partire per collegare questa pagina al resto del viaggio.

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