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Tanzania → archeologia e storia

Laetoli → i passi di 3,6 milioni di anni fa

Nel 1978, Mary Leakey scoprì nella savana tanzaniana qualcosa di straordinario, una pista di impronte umanoidi impresse nella cenere vulcanica indurita 3,6 milioni di anni fa. Tre individui avevano camminato eretti su un terreno appena ricoperto di cenere fresca. Le impronte mostrano un’andatura bipede quasi identica alla nostra. Sono la prova più antica e diretta che i nostri antenati camminavano come noi milioni di anni prima di quanto si pensasse.

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3,6 mlnanni fa → le impronte più antiche di bipedi
27 mla lunghezza della pista di impronte
1978anno della scoperta da parte di Mary Leakey
A. afarensisla specie probabilmente responsabile delle impronte

Il giorno in cui Mary Leakey trovò i nostri antenati in cammino

Laetoli si trova a circa 45 chilometri a sud di Olduvai Gorge, nel cuore della Ngorongoro Conservation Area. È un sito diverso da Olduvai, non una gola spettacolare ma una pianura aperta dove l’erosione ha portato in superficie strati di cenere vulcanica vecchi di milioni di anni.

Come si sono conservate le impronte per 3,6 milioni di anni

La storia della conservazione di Laetoli è quasi miracolosa. Circa 3,6 milioni di anni fa, il vulcano Sadiman eruttò e ricoprì la savana di cenere fine. Poi piovve, abbastanza da inumidire la cenere senza lavarla via. Gruppi di animali e ominidi attraversarono questa superficie morbida lasciando impronte nitide. Poi il sole seccò la cenere, che si indurì quasi come cemento. Una nuova eruzione ricoprì lo strato con altri sedimenti che lo hanno protetto per milioni di anni.

Quando l’erosione ha portato di nuovo in superficie questi strati, la sequenza era rimasta intatta. Mary Leakey e il suo team trovarono impronte di elefanti, rinoceronti, giraffe, maiali selvatici, lepri, e, nella stessa sezione, una pista di tre ominidi bipedi lunga 27 metri. Una famiglia in cammino, fermata nel tempo.

Chi ha lasciato le impronte

Australopithecus afarensis

La specie più probabile è Australopithecus afarensis, la stessa di Lucy, il famoso fossile trovato in Etiopia. Gli A. afarensis vissero in Africa orientale tra 3,9 e 2,9 milioni di anni fa. Avevano un cervello piccolo (simile agli scimpanzé), ma camminavano eretti in modo quasi identico a noi. Le impronte di Laetoli ne sono la prova diretta più convincente, un’impronta è uno strumento comportamentale molto più diretto di un fossile osseo.

Cosa ci dicono le impronte

Un bipedismo completo

Le impronte mostrano un arco plantare simile al nostro, un pollicione allineato con le altre dita (non opposibile come nei primati), e una pressione del tallone seguita dal passo sul metatarso, la stessa sequenza dell’andatura umana moderna. Questo prova che il bipedismo non è un adattamento recente ma era già pienamente sviluppato 3,6 milioni di anni fa, molto prima della comparsa del genere Homo.

Quanti individui

Tre persone, forse una famiglia

La pista mostra chiaramente tre individui di diverse dimensioni, probabilmente un adulto grande, un adulto più piccolo e un individuo ancora minore. Il più piccolo sembra aver camminato nelle impronte dell’adulto grande, a volte sovrapponendole. Alcuni ricercatori ipotizzano che si trattasse di un adulto maschio, una femmina e un giovane, una famiglia in movimento, come le famiglie di ominidi che 3,6 milioni di anni dopo avrebbero attraversato le stesse savane.

Lo stato attuale

Impronte rinterrate per protezione

Le impronte originali sono state ricoperte di sabbia e terreno per proteggerle dall’erosione e dalla vegetazione, una decisione di conservazione presa dopo che la scoperta aveva già attirato troppa attenzione. Non sono quindi visibili nella loro posizione originale. Il Getty Conservation Institute e il governo tanzaniano hanno condotto lavori di preservazione. Oggi il sito ospita calchi all’aperto e pannelli interpretativi che raccontano la scoperta.

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Come raggiungere il sito e cosa aspettarsi

Come raggiungerlo

Laetoli si trova nella Ngorongoro Conservation Area, a circa 45 km da Olduvai Gorge in direzione sudovest. Non è raggiungibile facilmente con i veicoli standard, richiede un’escursione dedicata su piste secondarie. Non è incluso negli itinerari standard, va richiesto esplicitamente e pianificato con anticipo. Il modo migliore è combinarlo con Olduvai e Ngorongoro in un itinerario di 2 o 3 giorni nella Conservation Area.

Cosa si vede

Le impronte originali sono ricoperte per conservazione, ma il sito ospita calchi in scala delle impronte nel loro contesto originale e una serie di pannelli esplicativi molto ben realizzati. Una guida locale specializzata racconta la scoperta di Mary Leakey, la sequenza geologica e il significato scientifico delle impronte. L’ambiente aperto della savana, con la stessa vegetazione acacia spinosa che circondava gli ominidi 3,6 milioni di anni fa, aggiunge un livello di immersione unico.

Per chi è adatto

Laetoli non è una meta di massa, è un sito per chi ha un interesse specifico per la paleoantropologia o vuole portare a casa qualcosa di più del solito safari. Chi ha già visitato Olduvai Gorge e vuole approfondire il contesto preistorico tanzaniano troverà Laetoli un complemento ideale. Non ci sono strutture ricettive vicino al sito, si visita durante un day trip dalla Ngorongoro Conservation Area.

Pianificazione la visita a Laetoli richiede autorizzazioni aggiuntive rispetto all’accesso standard alla Ngorongoro Conservation Area. Walter e il suo team gestiscono tutte le pratiche necessarie, basta comunicare l’interesse nella fase di pianificazione dell’itinerario. Non è una destinazione improvvisata.

Walter Rubeo

Direttore di ChiAma Viaggiare, in Africa dal 1993 e in Tanzania dal 1996

Dall’esperienza sul campo

Laetoli non è per tutti, e va bene così. Chi va lì lo fa con intenzione. Ho accompagnato una paleontologo australiana che stava scrivendo un libro sulle origini del bipedismo. Quando abbiamo visto i pannelli con i calchi delle impronte, si è seduta per terra in silenzio per un quarto d’ora. Poi ha detto, “Loro stavano andando da qualche parte. Non sapevano di cambiare la storia dell’umanità.” Questa frase mi è rimasta. A Laetoli non vai per vedere qualcosa, vai per capire qualcosa di te stesso.

Le impronte di Laetoli sono ancora visibili?

Le impronte originali sono state ricoperte di sabbia e terreno per preservarle dall’erosione e dalla vegetazione. Sul sito si trovano calchi all’aperto che riproducono fedelmente le impronte nel loro contesto originale. Il Getty Conservation Institute ha lavorato per anni sulla preservazione del sito. Alcuni tratti delle impronte originali sono stati conservati in musei, una sezione è al Museo Nazionale di Dar es Salaam.

Laetoli si può visitare in combinazione con Olduvai Gorge?

Sì, entrambi i siti si trovano nella Ngorongoro Conservation Area. Olduvai si visita normalmente durante il trasferimento Serengeti e Ngorongoro. Laetoli richiede una deviazione dedicata e autorizzazioni aggiuntive, quindi va pianificato separatamente. Un itinerario di 2 o 3 giorni nella Conservation Area può includere entrambi i siti, il cratere di Ngorongoro e il museum di Olduvai.

Perché le impronte di Laetoli sono così importanti per la scienza?

Perché sono la prova più diretta e antica del bipedismo umanoide. I fossili ossei rivelano la morfologia ma non il comportamento, un’impronta è diversa, registra il momento esatto in cui un ominide ha fatto un passo. Le impronte di Laetoli dimostrano che il bipedismo completo era già presente 3,6 milioni di anni fa, in una specie con un cervello ancora piccolo. Questo ha ridefinito il dibattito su quando e perché i nostri antenati hanno iniziato a camminare eretti, separando l’evoluzione del bipedismo da quella del cervello.

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