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Serengeti, la fotografia naturalistica

Fotografare il Serengeti, luce, pazienza e posizione

Il Serengeti è uno dei luoghi più fotografati dell’Africa. Le pianure aperte, i kopje di granito e la grande quantità di animali offrono occasioni continue, ma la differenza tra una buona foto e una foto memorabile la fanno la luce, il tempo e la posizione del veicolo.

6.00apertura delle piste nel parco
18.00rientro dei veicoli
100 → 400 mml’obiettivo più versatile
2 orela luce migliore, all’alba e al tramonto

La luce

Le ore che contano

Nel Serengeti i veicoli possono circolare nel parco dalle 6.00 alle 18.00. Le prime due ore del mattino e le ultime del pomeriggio offrono la luce più calda e radente, che dà volume agli animali e profondità al paesaggio. Sono anche le ore in cui i predatori sono più attivi. A metà giornata la luce è dura e verticale, e molti fotografi la usano per spostarsi o per riposare.

Un safari pensato per la fotografia esce prima dell’alba con la colazione al sacco e rientra al tramonto. È un ritmo diverso da quello di un safari classico, e conviene chiarirlo fin dall’inizio con chi organizza il viaggio.

Testi a cura di Walter Rubeo, Direttore Tecnico di ChiAma Viaggiare, in Africa dal 1993 e in Tanzania dal 1996.

I soggetti

Cosa fotografare, stagione per stagione

Tra dicembre e marzo le pianure del sud e il Ndutu offrono le nascite degli gnu e una grande attività dei ghepardi, che cacciano in spazi aperti. Tra luglio e ottobre il nord regala i guadi del fiume Mara, scene di grande movimento che richiedono tempi di scatto rapidi.

Tutto l’anno la zona di Seronera è il regno del leopardo, spesso disteso sui rami delle acacie e degli alberi della salsiccia. I kopje di Moru, di Gol e di Simba sono scenari ideali per i leoni, che li usano come punti di osservazione. Il cielo del Serengeti, con i temporali della stagione verde, aggiunge drammaticità ai paesaggi.

L’attrezzatura

Veicolo, obiettivi e accessori

Il veicolo conta quanto la macchina fotografica. Un fuoristrada con tetto apribile e posti ai finestrini per ogni partecipante permette di cambiare angolazione senza disturbare gli altri. Un safari privato lascia scegliere quanto tempo restare con un soggetto, che spesso è la cosa più importante.

L’obiettivo più versatile è uno zoom tra 100 e 400 mm, da affiancare a un grandangolo per i paesaggi. Un sacchetto di appoggio riempito di riso o fagioli stabilizza meglio di un treppiede dentro l’auto. La polvere è il nemico principale, quindi servono panni, pompetta e una custodia per ogni cambio di obiettivo. Nei campi l’elettricità può essere limitata alle ore serali, e conviene portare batterie di scorta.

Le regole

Fotografare nel rispetto del parco

Nel parco nazionale si resta sulle piste, tranne nelle aree dove la fuoristrada è consentita con regole precise, come la parte del Ndutu compresa nell’area di conservazione del Ngorongoro. I droni non si possono usare nei parchi nazionali senza autorizzazioni specifiche. Non si scende dal veicolo se non nei punti segnalati.

Una buona guida sa posizionare l’auto rispetto alla luce senza mai disturbare gli animali. La pagina sul safari fotografico in Tanzania raccoglie i consigli validi anche per gli altri parchi del paese.

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I tour in Tanzania →

Domande frequenti

Le domande più comuni

Qual è il periodo migliore per fotografare il Serengeti?

Da dicembre a marzo per le nascite e i ghepardi nel sud, da luglio a ottobre per i guadi nel nord. La zona centrale offre soggetti in ogni stagione.

Che obiettivo serve per un safari fotografico?

Uno zoom tra 100 e 400 mm copre la maggior parte delle situazioni. Un grandangolo è utile per i paesaggi.

Si possono usare i droni nel Serengeti?

No, non senza autorizzazioni specifiche delle autorità tanzaniane, che di norma non vengono concesse per uso turistico.

Conviene un veicolo privato per fotografare?

Sì, perché permette di decidere i tempi di attesa e di scegliere il posto migliore nel veicolo.

Dalla lettura al viaggio

I tour che organizziamo in Tanzania sono raccolti in una pagina che aggiorniamo di continuo. Se invece preferisci un viaggio cucito su di te, scrivici.

Continua il viaggio

Fotografare la Tanzania

Il Serengeti è il punto di partenza, ma ogni parco offre una luce e soggetti diversi.

Il quadro generale è raccolto in Safari in Tanzania →, il punto da cui partire per collegare questa pagina al resto del viaggio.

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