I Masai sono il popolo più conosciuto dell’Africa orientale, e uno dei più fraintesi. Pastori nomadi la cui identità è legata al bestiame, al territorio e a un sistema di organizzazione sociale preciso. Incontrarli durante un safari richiede capire, prima, chi sono.
Pianifica il tuo safari in Tanzania Guarda i tourLa società Masai
La società Masai è strutturata per classi di età, gruppi di uomini nati in un periodo simile che attraversano insieme le tappe della vita. Ogni classe ha un nome, un ruolo e delle responsabilità specifiche. È questo sistema a dare ai Masai la loro coesione interna.
I ragazzi prima dell’iniziazione si occupano delle greggi di capre e pecore. Vivono nel boma familiare, sotto l’autorità del padre. L’iniziazione, che avviene attorno ai 14 o 16 anni, segna il passaggio alla classe successiva.
I moran sono i guerrieri, l’immagine iconica dei Masai. Capelli intrecciati e colorati di ocra, lance, ornamenti elaborati. Il loro ruolo storico era la difesa della comunità e delle mandrie. Oggi questa fase ha mantenuto il valore simbolico ma cambiato il contenuto pratico.
Dopo la fase moran, gli uomini si sposano e diventano capi di una famiglia e di un boma. Si occupano della gestione del bestiame e prendono parte alle decisioni comunitarie. L’accesso al bestiame determina il rango sociale.
Gli anziani sono la memoria e l’autorità della comunità. Le decisioni importanti vengono prese in assemblea degli anziani. La conoscenza della tradizione orale, storie, leggi, rituali, è custodita da loro.
Cultura e territorio
I Masai considerano il bestiame, soprattutto i bovini, come la misura della ricchezza e dell’identità. La dieta tradizionale include latte, sangue e carne. Il numero di capi indica il rango del proprietario.
Il boma è l’insediamento familiare, una recinzione di rovi con all’interno le case in fango e letame, i recinti per il bestiame. Le donne costruiscono e mantengono le case. Un boma ospita una famiglia allargata.
Il rosso è il colore dominante nelle vesti Masai, lo shuka, un telo avvolto attorno al corpo. Il rosso ha significato protettivo nella tradizione. I gioielli in perline colorano ogni cerimonia e indicano l’età e il ruolo di chi li porta.
L’adumu è la danza del salto maschile, un rito con cui i moran dimostrano vigore e forza. Il salto più alto durante la cerimonia indica chi eccelle. È spesso mostrato ai visitatori, ma ha radici nella tradizione cerimoniale.
I Masai abitano da secoli le terre attorno al Serengeti e al Ngorongoro. La creazione dei parchi ha limitato il loro accesso a molte aree. L’area di conservazione del Ngorongoro ha un accordo che permette la presenza Masai, ma la tensione è reale.
Molti giovani Masai frequentano le scuole, parlano swahili e inglese, usano il telefono. La cultura tradizionale convive con la modernità, non si escludono. Ci sono medici, avvocati e insegnanti Masai che mantengono l’identità culturale.
Direttore Tecnico, in Africa dal 1993 e in Tanzania dal 1996
Ho visitato centinaia di boma Masai in 30 anni di Africa. Ho amici Masai che sono laureati e altri che non hanno mai lasciato il territorio familiare. La cosa che mi ha colpito sempre è la coerenza interna della cultura, il sistema delle classi d’età funziona ancora, la lingua è viva, l’attaccamento al bestiame è reale. I Masai non sono un reperto etnografico, sono contemporanei, e scelgono deliberatamente quanta parte della tradizione mantenere. Quando organizziamo visite, cerco di andare da persone che conosco da anni, dove l’ospitalità è autentica e non una performance.
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I tour in Tanzania →Domande frequenti
Sì, ci sono boma Masai nelle aree circostanti il Serengeti e all’interno dell’area di conservazione del Ngorongoro. La visita si organizza con la guida safari durante il percorso. L’esperienza varia molto, alcuni boma vicino ai lodge dell’Arusha Road sono molto frequentati dai turisti; altri, più interni, sono meno esposti. Vale la pena chiedere alla guida un’indicazione su dove andare.
In parte. Il sistema delle classi d’età è ancora funzionante, la pastorizia bovina rimane centrale, i boma esistono. Allo stesso tempo molti Masai vivono in città, vanno a scuola, lavorano come guide safari o nel settore turistico. Il telefono, il denaro contante, i medicinali sono entrati nella vita quotidiana. Non è una cultura in estinzione, è una cultura in evoluzione, come tutte.
Nel Serengeti National Park non ci sono insediamenti permanenti. Nell’area di conservazione del Ngorongoro, che non è tecnicamente un parco ma ha uno status speciale, i Masai hanno il diritto di vivere e portare il bestiame, anche se negli ultimi anni le restrizioni sono aumentate in modo controverso. Il sistema è in evoluzione e oggetto di dispute tra la comunità Masai e il governo tanzaniano.
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