Gli Hadzabe sono uno dei pochissimi popoli al mondo che vivono ancora principalmente di caccia e raccolta. Non agricoltura, non allevamento, boschi, arco, frecce, radici e frutti selvatici. Attorno al lago Eyasi, a sud del Ngorongoro, questa comunità di circa mille persone porta avanti una delle storie più antiche del continente.
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Gli Hadzabe non coltivano la terra e non allevano animali domestici. La loro economia si basa interamente su quello che il territorio fornisce, selvaggina, miele, bacche, tuberi, frutta selvatica. Il territorio intorno al lago Eyasi è la loro dispensa e il loro mondo.
Gli uomini Hadzabe cacciano con archi in legno e frecce con punte avvelenate. La caccia avviene nelle prime ore del mattino o la sera. Si cacciano babbuini, impala, uccelli, qualunque animale disponibile. Le frecce per selvaggina grande usano veleno derivato da piante o da un serpente locale.
Le donne raccolgono tuberi, bacche e frutti selvatici, la base dell’alimentazione quotidiana. Il miele è molto ricercato e viene trovato con l’aiuto dell’uccello indicatore, una specie che guida gli Hadzabe agli alveari in cambio dei resti del favo.
Gli Hadzabe non costruiscono villaggi permanenti. Si spostano secondo le risorse disponibili, costruendo ripari temporanei in rami e foglie. La mobilità è parte della loro adattabilità. Non c’è un “villaggio Hadzabe” fisso, i gruppi si spostano nell’arco dell’anno.
La società Hadzabe è molto egualitaria, non ci sono capi o autorità formali. Le decisioni si prendono per consenso del gruppo. Nessuno accumula ricchezza in modo permanente, il cibo si divide e si consuma. I legami di parentela sono fluidi e le persone si spostano tra i gruppi liberamente.
Gli Hadzabe accendono il fuoco con bastoni, una tecnica che richiede pratica e velocità. La carne si cuoce direttamente sulla brace. Non ci sono conserve o scorte, si mangia quello che si trova ogni giorno. Questa abitudine di consumo immediato riflette una logica adattata a un territorio abbondante.
Gli Hadzabe commerciano con i Datoga vicini, scambiano miele e prodotti della caccia con punte di freccia in ferro, prodotte dai fabbri Datoga. I due popoli hanno culture molto diverse ma un rapporto di scambio consolidato da generazioni. I Masai sono presenti nell’area circostante ma il rapporto è più distante.
La lingua degli Hadzabe contiene suoni a click, consonanti prodotte con la lingua contro il palato o i denti, caratteristiche delle lingue Khoisan del sud Africa. È un’anomalia geografica straordinaria. L’hadzane non è imparentata con nessuna altra lingua tanzaniana. Rappresenta un ramo linguistico a sé. La presenza di suoni a click in Africa orientale è una delle tracce linguistiche più antiche del continente.
Come organizzare la visita
Il lago Eyasi è raggiungibile da Karatu o da Arusha. Una visita agli Hadzabe si aggiunge a un itinerario che include il cratere di Ngorongoro o il lago Manyara. Richiede una notte a Karatu o nel campo vicino al lago.
Direttore Tecnico, in Africa dal 1993 e in Tanzania dal 1996
La visita agli Hadzabe è una delle esperienze più intense che organizziamo in Tanzania, e anche una delle più delicate. Nel corso degli anni ho visto come il turismo incontrollato abbia cambiato alcune comunità Hadzabe, portandole a diventare performance per turisti piuttosto che vita reale. Noi lavoriamo con un contatto locale specifico che ha relazioni di fiducia con gruppi che ancora cacciano e raccolgono. La visita inizia all’alba, si partecipa a una battuta di caccia o raccolta, si mangia con loro. Non è teatro. Ma richiede rispetto per i tempi, per il numero limitato di partecipanti (massimo da 4 a 6 persone) e per le regole della comunità.
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Il lago Eyasi si trova a circa 2 ore da Karatu e 3 o 4 ore da Arusha. La visita si inserisce spesso come estensione di un itinerario nel circuito del Ngorongoro, si aggiunge una notte a Karatu e si scende al lago al mattino presto. La strada è in parte sterrata. Un fuoristrada è necessario.
Dipende dall’età e dalla sensibilità del bambino. La battuta di caccia è reale, si uccidono animali. Per bambini sopra i 10 o 12 anni curiosi e preparati può essere un’esperienza formativa straordinaria. Per i più piccoli o per famiglie che preferiscono evitare quella parte, si può organizzare una visita che include la dimostrazione dell’accensione del fuoco, la raccolta e la vita del campo senza la caccia.
Una parte degli Hadzabe parla swahili, soprattutto quelli che hanno avuto contatti con le comunità vicine o le scuole. Pochi parlano inglese. La comunicazione durante la visita avviene tramite una guida locale che parla sia hadzane sia swahili e poi traduce in italiano o inglese. Il mediatore culturale è fondamentale per la qualità dell’esperienza.
Organizziamo la visita con contatti locali di fiducia, nel rispetto della comunità.
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