In un safari a piedi non c’è il vetro di un finestrino a fare da filtro. C’è la terra sotto i piedi, il vento che porta gli odori, il suono del bush come lo sentono gli animali. Con una guida certificata e un ranger armato, si scende dalla jeep e si entra nella savana in modo completamente diverso.
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Non si tratta di camminare verso gli animali sperando di non disturbarli. Un buon walking safari è una lettura del territorio, impronte, sterco, rumori, vento, direzione. La guida insegna a guardare il bush come lo guardano chi ci vive, non come un palcoscenico.
Ogni uscita a piedi richiede due figure, una guida naturalistica qualificata e un ranger armato. Il ranger non spara, la sua presenza cambia il comportamento degli animali. È una precauzione, non una garanzia di sicurezza assoluta. Il ranger è formato per gestire situazioni di emergenza senza sparare.
Il massimo è 6 ospiti per uscita, più la guida e il ranger. Con gruppi grandi la dinamica cambia completamente, più rumore, meno attenzione, meno possibilità di avvicinarsi. I nostri walking safari si fanno in gruppo da 2 a 4 persone. È la differenza tra un’esperienza e una passeggiata organizzata.
Si parte all’alba, quando fa ancora fresco e gli animali sono attivi. Lungo il cammino si leggono le tracce lasciate nella notte, impronte di elefante, di leone, di iene. Si osservano alberi, piante medicinali, insetti, e soprattutto si ascolta. La guida spiega come funziona l’ecosistema da dentro, non da fuori. Non è una caccia fotografica, è una lezione di ecologia sul campo.
Il walking safari non è pericoloso se gestito correttamente. Le guide certificate conoscono i comportamenti degli animali e sanno leggere i segnali di allerta. Si mantiene sempre una distanza di rispetto, per sicurezza e per rispetto degli animali. Si cammina in fila, senza correre, senza parlare ad alta voce.
Scarpe chiuse con suola robusta, abiti leggeri nei toni neutri (kaki, beige, verde), cappello, protezione solare, acqua (minimo 1,5 litri a persona). Niente profumi forti, niente colori vivaci che disturbano gli animali. La macchina fotografica è benvenuta, il telefono meno, per i rumori dello schermo.
Non è necessaria una preparazione atletica particolare. Si cammina su terreno pianeggiante o leggermente ondulato tra 3 e 5 ore, con soste frequenti. È adatto a chi cammina normalmente. Non è adatto a chi ha difficoltà motorie significative o a bambini sotto i 12 anni, per ragioni di sicurezza, non di capacità fisica.
Dal finestrino di una jeep si vede il bush. A piedi lo si sente. Il suono dell’erba sotto i piedi è diverso dalla sabbia del riverbed. Il profumo dell’acacia in fiore è inconfondibile. La temperatura cambia a 200 metri dalla jeep. Il vento porta l’odore degli animali prima che li si veda. Le mosche cambiano quando si entra nel territorio di un grande erbivoro.
Non si tratta di un’esperienza più emozionante, si tratta di un’esperienza diversa. Il game drive è insostituibile per la quantità di avvistamenti e per certi habitat. Il walking safari è insostituibile per la qualità dell’immersione. Per questo nei nostri itinerari i due modi di vivere il bush si alternano quasi sempre.
Nota pratica il walking safari non è disponibile in tutti i parchi tanzaniani. Il Serengeti e il Ngorongoro Crater non lo permettono. Ruaha, Selous (ora Parco Nazionale Nyerere), Mahale e Katavi sono le destinazioni principali. Ogni parco ha le sue regole specifiche sui percorsi e sulle aree autorizzate.
Dove fare il walking safari
Il Ruaha è il parco più adatto al walking safari in Tanzania. Grande, poco frequentato, con guide eccellenti e una concentrazione di grandi predatori notevole. Il bush semiaridom con baobab giganti offre una scenografia straordinaria. I campi in tenda del Ruaha sono tra i migliori per chi vuole combinare walking safari e game drive classico.
Parco Nazionale Nyerere (ex Selous)
Ecosistema fluvialeL’ex Selous, rinominato Parco Nazionale Nyerere, offre walking safari nella parte settentrionale, attorno ai campi in tenda lungo il Rufiji River. L’ecosistema fluviale aggiunge un elemento diverso, il walking si fa anche lungo le rive, con coccodrilli e ippopotami visibili dall’acqua. Si combina bene con safari in barca.
Katavi è il parco più remoto della Tanzania meridionale. Si raggiunge in aereo da Dar es Salaam o Arusha. Walking safari eccezionali, in un parco dove il turismo è limitatissimo, meno di 1.000 visitatori l’anno. Non per i viaggiatori che cercano comfort. Per quelli che cercano la Tanzania com’era prima del turismo di massa.
Mahale si raggiunge in barca dal lago Tanganika. Il walking safari qui ha un obiettivo specifico, il trekking per gli scimpanzé nelle foreste di montagna. Non è un walking safari nella savana, è un’esperienza completamente diversa, in foresta pluviale, con guida che traccia gli scimpanzé ogni mattina. Si combina con snorkeling nel Tanganika.
Direttore Tecnico, in Africa dal 1993 e in Tanzania dal 1996
Il walking safari al Ruaha è stato per me la prima volta che ho capito cos’è davvero l’Africa. Non la distanza da un finestrino, la prossimità. Ho fatto centinaia di walking safari nel corso degli anni e la sensazione non cambia. C’è qualcosa di molto diverso quando cammini su una terra dove un leone ha dormito la notte prima e la traccia è ancora fresca. Non è paura, è rispetto. È la sensazione di essere un ospite, non uno spettatore.
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Se condotto da guide qualificate e in parchi autorizzati, il walking safari ha un profilo di rischio molto basso. Incidenti gravi sono estremamente rari. La guida sa leggere il comportamento degli animali e mantenere le distanze corrette, la sicurezza dipende dalla competenza delle guide, non dalla fortuna. È importante scegliere campi e operatori con guide certificate dalla Tanzania Wildlife Authority (TAWA).
Non necessariamente. A piedi si vedono meno animali in termini di numero, è onesto dirlo. Ma si vede in modo diverso, più vicino, con più contesto, con la guida che spiega cosa sta succedendo. Si vedono cose impossibili dalla jeep, insetti, piante medicinali, tracce, comportamenti. La scimmietta che mangia le foglie di un albero che la guida riconosce come pianta medicinale locale vale quanto un leone visto da 100 metri.
La maggior parte dei parchi tanzaniani fissa il limite minimo a 12 anni per il walking safari. Non è una questione di capacità fisica, è di sicurezza, in caso di situazioni di emergenza, un bambino piccolo non riesce a seguire le istruzioni della guida con la stessa rapidità. Per famiglie con bambini più piccoli, il game drive classico rimane l’esperienza principale. Dai 12 anni in su, con la giusta preparazione, il walking safari è un’esperienza formativa straordinaria.
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